Sempre più spesso, navigando per il web, si sente parlare di siti che praticano l’article marketing, ma esattamente che cosa significa quest’espressione anglofona e qual è la motivazione del suo crescente utilizzo nel mondo moderno?

Il marketing nella società economica moderna

Nel corso degli ultimi quindici anni l’occidente economico ha vissuto il processo di digitalizzazione, ovvero lo spostamento di vari processi di acquisto o di vendita, come l’informazione o l’approvvigionamento di risorse, dal mondo fisico a quello virtuale. Per capire la portata della digitalizzazione dei mercati basti pensare che oggi la più grande impresa di commercio non possiede negozi fisici (Amazon), la più grande impresa alberghiera non ha alcun posto letto (AirBnB) e una delle più grandi aziende di trasporto non ha alcun mezzo (Uber).
Anche per la crescente importanza dei mezzi virtuali, oggi il marketing (definito come un insieme di processi che permeano la vita dell’impresa e che vanno dallo studio della clientela e dei concorrenti, alla pianificazione strategica della produzione fino alle strategie comunicative utilizzate) è un ramo dell’economia molto importante, sicuramente sempre di più rispetto al passato: la gestione di un’impresa dal punto di vista relazionistico per quanto riguarda clienti, fornitori e altri stakeholders è sempre più difficile, sia per le imprese che si rivolgono al mercato dei consumatori, sia per quelle che si rivolgono al mercato di altre imprese. Questo succede perché oggi è molto facile informarsi e confrontare varie offerte sul mercato e la competizione tra le imprese è spietata.

Il significato testuale della locuzione “Article Marketing”

L’article marketing, traducibile in italiano come “pubblicizzazione tramite articoli”, è un processo che implica la scrittura di numerosi articoli allo scopo di promuovere un’azienda, il suo marchio o i suoi prodotti. Ad esempio, un’impresa che vende videogiochi può fare dell’article marketing pubblicando notizie relative alle future console in uscita, o un’impresa che produce pasta potrebbe pubblicizzarsi attraverso la redazione di articoli che presentano varie ricette.

Perché viene utilizzato dalle imprese

Gli scopi dell’article marketing sono principalmente tre:

  • Generare traffico diretto al sito: l’algoritmo di Google e di molti altri motori di ricerca genera risultati in risposta alle ricerche degli utenti anche in base alla popolarità del sito a cui rimanda, oltre che alla pertinenza della pagina web; dunque, creare numerose pagine sul sito (rappresentate da articoli) è una buona strategia per aumentare la propria visibilità sui motori di ricerca e vendere il proprio prodotto quando, invece di “ricetta tradizionale della carbonara” verrà digitato “acquistare pasta”;
  • Gestire la propria reputazione online: pubblicare numerosi articoli scientificamente validi sulla tecnologia potrebbe aumentare la reputazione di un’impresa che si occupa di riparare computer e componenti informatici, pur non essendo entrambe le cose strettamente collegate;
  • Incrementare la link popularity: spesso in questi articoli si menziona un sito attraverso un collegamento (link) diretto allo stesso; quanto più un sito ha collegamenti su altre pagine che portano alle proprie, tanto più è riconosciuto come autorevole dai motori di ricerca, che ne indirizzeranno più facilmente le ricerche degli utenti.

Come avviene la pubblicazione

La pubblicazione degli articoli di article marketing avviene spesso attraverso la mediazione di siti nati esclusivamente per assolvere a questa funzione oppure attraverso alcuni siti o riviste del proprio settore che se ne occupano parzialmente.

Nonostante possa sembrare una pratica semplice quanto efficace, presenta delle “trappole” a cui bisogna stare molto attenti nel momento in cui si decide di fare dell’article marketing: bisogna considerare che ciò che viene scritto a nome dell’impresa o per suo conto influenza la reputazione e l’idea che gli utenti e, soprattutto, i clienti hanno dell’impresa stessa; per questo, è necessario che gli articoli pubblicati siano in sintonia con il sito che li pubblica e che sia mantenuta, in generale, una buona media qualitativa durante la stesura degli stessi.

L’avvento di Penguin

In passato, la pratica dell’article marketing ha dato risultati non indifferenti e, per un certo periodo, i contenuti sono stati indicizzati bene, conducendo molte agenzie a dei risultati concreti in termini di traffico organico. Di fatto, i siti che utilizzavano questo servizio, avevano una certa autorevolezza, perché un sito autorevole si metteva nelle condizioni di citare, con il suo opportuno collegamento ipertestuale, una loro risorsa come utilizzabile. Ma cosa significava questo?

Che per un lungo periodo di tempo sfruttare la realtà dell’article marketing ha avuto molto senso, ma cosa è cambiato oggi? Dopo notevoli fasti, questa pratica ha iniziato a confrontarsi con qualche problema. Il problema? l’avvento di Penguin grazie a Google, che ha iniziato a prendere in analisi l’aspetto backlink dei siti, andando a confrontare meticolosamente il contenuto per certificare che questi fossero qualitativamente alti. A causa di ciò, gli article marketing hanno subito una forte penalizzazione, diventando un pessimo modo per fare “linkbuilding”. Bisogna rendere originali i contenuti, dargli quella nota che li renda veramente speciali. Ma vediamo un po’ il funzionamento di Penguin. Esso è un algoritmo, che informaticamente parlando è alla base di un programma, tanto che il programma è definibile come una rappresentazione di un algoritmo ed è stato introdotto dal motore di ricerca più usato oggi, ovvero Google, per ledere tutti quei siti che non trattano dell’argomento di cui in teoria dovrebbero trattare. Se il link è considerato spam, Penguin lo rileva.

Quando Google ha lanciato Penguin nel 2012, aveva come punto d’arrivo quello di giovare a tutti quei consulenti SEO onesti, che utilizzano link validi e legati all’URL di riferimento della pagina. Google ha da sempre avuto l’interesse nel garantire ai suoi utenti siti affidabili, privati di collegamenti la cui qualità è carente e/o non rilevante con l’argomento. Se hai intenzione di realizzare un sito internet, animandolo di contenuti per i tuoi lettori, il webmaster dovrà prestare maggiore attenzione agli anchor text usati sui link presenti. I collegamenti ipertestuali non potranno essere casuali ma tematici e rispecchiare animatamente gli argomenti che, il sito web, ha deciso di mettere al centro del suo successo. Se non si fa ciò, con molta probabilità, si rischia una penalizzazione da Google Penguin. Quest’ultimo, ultimamente, è diventato parte integrante del core dell’algoritmo di Google, grazie ad un aggiornamento di fine settembre 2016, facendo si che esso giri in tempo reale, sappia effettuare la sua azione in maniera granulare, quindi non sul dominio ma sull’URL di riferimento e che intervenga globalmente.

Remarketing e Retargeting, strategie per un'attività di successo

Intraprendere un'attivitá commerciale su internet e quindi online rappresenta la nuova frontiera delle attivitá imprenditoriali. È importante per coloro che giá posseggono un negozio fisico, in quanto puó ampliare il numero di soggetti a cui presentare i propri prodotti o servizi e quindi di potenziali clienti; ed è importante anche per coloro che magari posseggono un'idea o un prodotto originale ma non presentano un negozio fisico, in quanto potrebbe essere il trampolino di lancio per un'attivitá di successo.

In molti hanno già intrapreso l’attività di un negozio on line. L’errore che spesso si fa in questi casi è quello di pensare che, dopo le prime informazioni acquisite, si sia già esperti del settore, magari pronti ad intraprendere una carriera di venditore in rete.

Nulla di più sbagliato. Affidarsi alle persone che ne sanno molto, ai veri esperti del settore e conoscere tutti i segreti che una cosa del genere richiede è il primo passo, diremmo un passaggio fondamentale. Tra i tanti termini che dobbiamo fare nostri e sui quali concentrare la nostra attenzione ci sono remarketing e retargeting.

Aumentate il vostro business

Questo si rivelerà fondamentale qualora vorrete aumentare la strategia marketing del vostro business ed aumentare le vendite del vostro sito commerce, insomma due strategie fondamentali per il successo del vostro negozio on line. La cosa potrebbe sembrare complicata ma in realtà basta un’attenta applicazione e la voglia di imparare restando come detto sempre con i piedi per terra. In questa era in cui internet assume caratteri sempre più simili alla realtà, anche per le vendite si può applicare la stessa idea anche se in rete si interagisce con persone che subito dopo non vedrai o sentirai più. Allora come far ricordare a costoro i tuoi prodotti, i tuoi messaggi pubblicitari? E’ questa l’attività di marketer ed imprenditori digitali. Spesso si fa confusione tra Remarketing e Retargeting, addirittura i termini vengono utilizzati come sinonimi. Sono in realtà due strategie fondamentali per il successo del tuo negozio online. Ma cosa sono di preciso remarketing e retargeting, e come funzionano?

Un’attenta strategia di remarketing o retargeting

Con il termine retargeting si intende una strategia di marketing grazie alla quale l’inserzionista può direttamente rivolgersi a chi ha già visitato il suo portale oppure agli utenti che hanno effettuato qualche azione come un download o un semplice click. Se invece vogliamo parlare di remarketing e retargeting è giusto sapere che lo puoi per comunicare ai potenziali clienti, magari giovani. Ma quali sono le principali differenze? Il retargeting mira alle azioni svolte da un utente.

Un esempio pratico

Ma perché i due termini sono usati come sinonimi? Il tuo negozio on line ha avuto 1000 accessi unici di cui 500 nello store, 200 per il catalogo e 300 per articoli ij carrello senza acquistare. Il retargeting si occupa di targhettizzare gli utenti che hanno interagito con il tuo sito. Supponiamo poi che dei 500 potenziali clienti che hanno visitato la sezione dedicata al tuo store, 100 abbiano effettivamente acquistato un prodotto sul tuo sito. Sono gli stessi 100 clienti, ma se per il retargeting sono solo utenti che hanno dimostrato interesse nel tuo store, per il remarketing e retargeting sono persone reali. Ne conosci il nome, il cognome, l’indirizzo e magari anche l’indirizzo email. 

Possiamo effettuare un esempio davvero semplice di remarketing e retargeting, che come abbiamo visto finora in alcuni casi tendono a intrecciarsi. Ammettiamo di essere interessati all'acquisto di un paio di scarpe su di un sito internet e mentre le stiamo visualizzando e scegliendo, per un qualche motivo, desistiamo dall'effettuare l'operazione. Ci accorgeremo nei giorni successivi che, nel momento in cui navighiamo su internet e girovaghiamo per altri siti, ci appariranno finestre pubblicitarie o offerte proprio di scarpe.

E poi il vedere questi spazi o delle altre calzature, magari stimola il desiderio di comprarle e concludere cosí l'acquisto che in un primo momento era sfumato. Ed è questa la strategia del retargeting e del remarketing: riaccendere l'interesse verso un prodotto o servizio, al fine di concludere positivamente una transazione o un acquisto. Difatti, e lo ribadiamo, mentre il remarketing si basa generalmente sull'uso di email, il retargeting invece si afferma con altri strumenti.

E proprio con uno di questi ultimi abbiamo a che fare praticamente ogni giorno, durante le nostre visite ai siti online piú disparati: è il famoso "cookie". Tali cookie, in ambito di remarketing e retargeting, non sono altro che una sorta di informazioni che noi forniamo ad un sito visitato e che ci permette di poter essere individuati come potenziali clienti di un prodotto o servizio e cosí vedere finestre pubblicitarie relative a questi e magari invogliarci a fare l'acquisto. Tutto ció consente di presentare annunci personalizzati e rappresenta un elemento importante per il commercio online. 

Autore: Enrico Mainero
Immagine di Enrico Mainero

Dal 2011 Direttore Responsabile e Amministratore unico di ElaMedia Group SRLS. Mi dedico prevalentemente all'analisi dei siti web e alla loro ottimizzazione SEO, con particolare attenzione allo studio della semantica e al loro posizionamento organico sui motori di ricerca. Sono il principale curatore dei contenuti di questo Blog (assieme alla Redazione di ElaMedia).