Il crawler o software spider è uno dei prodotti Google utilizzato dai Motori di ricerca per scandagliare e scansionare e, quindi, rilevare le pagine dei siti web pubblici per poterle poi indicizzare e presentarle come risultati di ricerca in seguito, appunto, a una ricerca da parte degli utenti.

Menu di navigazione dell'articolo

La scansione segue i link che partono da una pagina e come essa è collegata alle altre pagine creando una rete e una serie di risorse che il motore di ricerca valuta meritevoli di entrare nell’indice delle pagine più rilevanti rispetto a una determinata parola chiave. Il crawler più “efficiente” al mondo è quello di Google e si chiama Googlebot. Andiamo dunque a esplorare come funziona il crawler di Google perché è fondamentale conoscerne le dinamiche per lo sviluppo di progetti web che possono essere indicizzati e ottimizzati ad hoc, senza dimenticare che le Parole chiave devono essere inserite in modo appropriato, ragionevole e spontaneo durante la creazione contenuti web.

Che cos’è Googlebot e come funziona il crawler

È importante per un sito conoscere come funziona il crawler di Google – il più importante motore di ricerca nel mondo – per poter realizzare siti performanti o per correggere, risolvere o migliorare le strategie SEO per garantire che le pagine di un sito siano accessibili ai crawler e indicizzabili.

Secondo la definizione di Martine Splitt, esperto SEO, Googlebot è un software che esegue 3 funzioni:

  1. Il crawling: analisi approfondita e radicale del web alla ricerca di contenuti e pagine;
  2. L’indicizzazione: trovate le risorse le “ordina e classifica” secondo determinati algoritmi; ti ricordiamo che hai accesso alle informazioni relative al posizionamento del tuo sito, accedendo alla Google Search Console
  3. Il ranking: posiziona le risorse e i contenuti trovati nel web.

Quindi, Googlebot individua e raccoglie dei contenuti dal web, cerca di caprie e catalogare l’argomento dei contenuti e stabilisce quali contenuti sia il migliore quando un utente inserisce una specifica query in un determinato momento. Il crawler di Google funziona come un “topo di biblioteca” che cerca nuovi contenuti nel web e suggerisce quali aggiungere all’Indice nell’inventario della più grande biblioteca del mondo. Infatti Googlebot permette di compilare e raccogliere oltre 1 milione di GB di informazioni in frazioni di secondo, una potente ed efficiente macchina che scansiona il web e i contenuti in tutto il mondo, aggiungendo sempre pagine nuove e aggiornate al suo indice.

Googlebot, in realtà, è il nome generico che racchiude in sé due diversi tipi di software di crawling o spidering: c’è un crawler desktop che simula la ricerca di un utente tramite PC e un crawler mobile che simula la ricerca di un utente da dispositivo mobile. Tutti i siti pubblici e visibili in rete – anche in versione mobile - sono scansionati e “visitati” dal crawler di Google.

Non dimenticarti che se hai bisogno di un Consulente Web a Roma e provincia, puoi tranquillamente contattare noi al numero gratuito 800 117 270.

Chiama l'800 119 270 o scrivici per un preventivo

Formula del consenso

L’interessato autorizza al trattamento dei propri dati personali (Informativa Privacy ex art. 13 Reg. (UE) 2016/679; clicca qui per sapere come gestiamo Privacy e Cookie)

Facciamo una breve interruzione dal nostro articolo per informarti che, se sei interessato al nostro servizio di Copywriting, puoi contattarci per un preventivo senza impegno. Troverai il nostro numero verde qui a destra.

Quanti robot o bot utilizza Google per la scansione dei siti

Per capire bene come funziona il crawler di Google, bisogna sapere che Google utilizza molti altri tool simili e altri crawler e fetcher per eseguire le azioni per tutti gli altri suoi prodotti. Googlebot è soltanto il più noto e il principale, ma per ciascun prodotto del “pacchetto” Google/Android per gli smartphone ci sono diversi bot per ciascuna funzione e compito. I bot di Google sono raccolti in tre tipologie:

  1. Cralwer comuni: tra cui si annovera Googlebot e che sono utilizzati per la scansione e l’indicizzazione dei contenuti web. La loro caratteristica distintiva è che seguono sempre le regole del file Robots.txt
  2. Crawler speciali: si tratta di software che svolgono funzioni specifiche e utilizzati da programmi specifici. Per esempio, AdSense controlla specificatamente la qualità degli annunci, il bot immagini scansiona le immagini, il Mobile Apps Android controlla solo le app Android, il bot video scansiona i video, il googlebot delle newsfeed scansiona le notizie e così via per ciascun prodotto Google.
  3. Fetcher attivati da utenti: sono quei software di scansione che vengono appositamente attivati dall’utente come, per esempio, Google Site Verifier. Questi fetcher ignorano le regole del file robots.txt, perché attivati dagli utenti in determinate circostanze.

Fino a maggio 2019, Googlebot era stato “mantenuto” obsoleto. Ovvero limitatamente ai prodotti e software in uso nel mondo, ma dal 2019 è stato richiesto – anche da parte di molti operatori del settore – un aggiornamento tecnico fondamentale che rendesse il crawler di Google sempre e automaticamente aggiornato all’ultima versione disponibile di Chromium , in modo tale da aggiornare costantemente gli indici, i Cataloghi e i contenuti in tempo reale e non periodicamente. In altre parole, l’aggiornamento di Googlebot rende possibile supportare oltre 1000 nuovi features e nuove funzionalità anche in Javascript che fino a poco tempo fa presentava ancora delle limitazioni. Questa evoluzione per i webmaster e gli sviluppatori significa la possibilità di creare siti più facilmente indicizzabili e la creazione di pagine web compatibili con qualsiasi software di creazione. Uno dei limiti di Javascript, per esempio, nelle indicizzazioni era la doppia scansione del bot di Google. Ancora, Google necessita di eseguire prima una scansione dei siti scritti in Javascript, poi ripete l’operazione per effettuare il rendering, ossia la restituzione Grafica del sito in modo completo. Eliminare la doppia fase accelera ulteriormente la capacità di trovare contenuti e indicizzarli.

L’aggiornamento definito di Googlebot ha effetti anche per i SEO e gli sviluppatori perché comporterebbe meno preoccupazioni nell’interpretazione delle risorse di vario tipo, incluse le web app più moderne e riducendo il ricorso al rendering dinamico come soluzione alternativa. L’aggiornamento costante di Googlebot potenzia il suo DB e si adatta continuamente ai cambiamenti e agli aggiornamenti in Chromium.

Per approfondire ulteriormente ti consigliamo la lettura del nostro articolo dedicato a Majestic SEO.

Cosa si intende con il concetto di Crawl budget nella SEO?

Il concetto di "Crawl Budget" nella Search Engine Optimization (SEO) si riferisce alla quantità di risorse che un motore di ricerca, come Google, dedica alla scansione (crawling) delle pagine di un sito web. Il crawling è il processo attraverso il quale i motori di ricerca scoprono e indicizzano nuove pagine, aggiornando quelle esistenti nel loro database per i risultati di ricerca. Il crawl budget può essere particolarmente importante per i siti web di grandi dimensioni con migliaia o milioni di pagine.

Il crawl budget è influenzato da diversi fattori:

  1. Frequenza di Aggiornamento del Contenuto: I siti che aggiornano frequentemente il loro contenuto potrebbero essere visitati più spesso dai crawler dei motori di ricerca.
  2. Popolarità del Sito: I siti con molti backlink (collegamenti da altri siti) sono generalmente considerati più importanti e possono ricevere un crawl budget maggiore.
  3. Ottimizzazione del Sito e Errori Tecnici: Problemi tecnici come errori 404 (pagine non trovate), tempi di caricamento lenti, contenuti duplicati, e architetture del sito complesse possono ridurre l'efficienza del crawling, influenzando negativamente il crawl budget.
  4. Numero di Pagine: Siti web più grandi con un gran numero di pagine possono richiedere un crawl budget maggiore per essere completamente scansionati.

Gestire efficacemente il crawl budget è fondamentale, soprattutto per i grandi siti web, per assicurarsi che le pagine più importanti vengano indicizzate regolarmente. Le strategie per ottimizzare il crawl budget includono migliorare la velocità del sito, eliminare i contenuti duplicati, ridurre il numero di pagine di scarso valore (come quelle con contenuto obsoleto o duplicato), e assicurarsi che il sito web abbia una struttura logica e facilmente navigabile per i crawler dei motori di ricerca.

Ricorda di risparmiare budget tramite i redirect da fare nel file htaccess.

L'evoluzione di Google

Prima di addentrarci nel funzionamento interno di Google, è essenziale conoscere la sua storia e il processo di evoluzione. Google è stato fondato da Larry Page e Sergey Brin nel settembre 1998, con l'obiettivo di migliorare l'efficienza della ricerca online. Ciò che ha reso Google diverso dai suoi concorrenti dell'epoca è stato il suo Algoritmo di classificazione dei risultati di ricerca, noto come Pagerank. Questo algoritmo ha valutato la rilevanza delle pagine web in base al numero di link che puntavano ad esse, fornendo così risultati di ricerca più pertinenti.

Negli anni successivi, Google ha continuato a innovare e migliorare il suo algoritmo, introducendo diverse modifiche per fornire risultati ancora più accurati e pertinenti. Con l'aumento dell'accesso a Internet e la proliferazione dei dispositivi mobili, Google ha affrontato nuove sfide per garantire la qualità e la velocità delle ricerche.

Funzionamento di base di Google

Il funzionamento di Google si basa su tre fasi principali: indicizzazione, scansione e classificazione. Quando un utente immette una query nella barra di ricerca, Google inizia il processo di ricerca attraverso il vasto archivio del web. Durante la fase di indicizzazione, i "crawler" di Google, noti anche come Googlebot, esplorano il web e individuano nuove pagine o aggiornamenti di quelle esistenti. Questo processo consente a Google di mantenere il suo database costantemente aggiornato.

Una volta indicizzate, le pagine vengono sottoposte a una scansione. Durante questa fase, Google analizza il contenuto delle pagine e le parole chiave utilizzate per determinare la rilevanza della pagina rispetto alle diverse query degli utenti. In questo contesto, le parole chiave possono svolgere un ruolo cruciale nel determinare la pertinenza delle pagine che le includono.

Se desideri ricevere una consulenza per delle campagne di advertising o per la realizzazione di biglietti da visita, non esitare: contattaci al numero verde gratuito che trovi qui sulla destra. 

Chiama l'800 119 270 o scrivici per un preventivo

Formula del consenso

L’interessato autorizza al trattamento dei propri dati personali (Informativa Privacy ex art. 13 Reg. (UE) 2016/679; clicca qui per sapere come gestiamo Privacy e Cookie)

Il ruolo delle parole chiave

Le parole chiave sono essenziali per la creazione di contenuti per il web, poiché aiutano a rendere il materiale più facilmente individuabile dagli utenti di Google. Quando un utente inserisce una query nella barra di ricerca, Google cercherà pagine web che contengano le parole chiave specificate nella query. Pertanto, se una pagina è ottimizzata con parole chiave rilevanti, ha maggiori probabilità di essere visualizzata tra i primi risultati di ricerca.

Tuttavia, è fondamentale sottolineare che Google è diventato sempre più sofisticato nel riconoscere e premiare il contenuto di qualità. Mentre in passato l'uso eccessivo di parole chiave poteva favorire il posizionamento di una pagina, oggi Google penalizza le pratiche di ottimizzazione eccessiva, favorendo invece contenuti pertinenti, utili e ben scritti.

Ovviamente hai la possibilità di monitorare le parole chiave che eventualmente caratterizzano la tua indicizzazione tramite gli strumenti che Google mette a disposizione: a tal riguardo abbiamo preparato un articolo che risponde alla domanda "cos'è la Google Search Console"?

Se vuoi puoi approfondire anche temi legati alla monetizzazione dei tuoi contenuti con la guida che abbiamo realizzato su come guadagnare con Google AdSense.

L'algoritmo di classificazione di Google

Come accennato in precedenza, il cuore del funzionamento di Google è il suo algoritmo di classificazione, noto come PageRank. Negli ultimi anni, l'algoritmo si è evoluto notevolmente, integrando centinaia di fattori per determinare la pertinenza e la qualità delle pagine. Oltre alle parole chiave, Google considera anche la qualità dei backlink che puntano a una pagina specifica, l'autorità del dominio, la velocità di caricamento del sito e altri fattori tecnici.

Questo algoritmo sofisticato mira a fornire all'utente una risposta precisa e affidabile per le sue ricerche. Le aziende che si occupano di realizzazione di siti web e creazione di contenuti per il web devono quindi tenere conto di queste variabili quando vogliono migliorare la visibilità e la classifica dei loro progetti online. 

Le aziende e gli sviluppatori devono continuare a monitorare le evoluzioni dell'algoritmo di Google e ad adattarsi alle nuove tendenze di ricerca per garantire che i loro siti web siano sempre visibili e raggiungano il loro pubblico di riferimento.

Che cos'è il Knowledge Graph di Google?

Il Knowledge Graph è un sistema utilizzato da Google per migliorare i risultati di ricerca con informazioni semantico-ricerca da diverse fonti. È un database di fatti sul mondo e le sue relazioni. L'obiettivo del Knowledge Graph è comprendere i fatti su persone, luoghi e cose e come queste entità sono tutte collegate tra loro.

Ad esempio, se stai cercando "Leonardo Da Vinci", il Knowledge Graph capisce che Leonardo Da Vinci non è solo una sequenza di parole, ma una persona molto influente nella storia dell'arte, autore di numerosi capolavori tra cui la Monna Lisa e l'Ultima Cena. Il Knowledge Graph mostrerà quindi una serie di informazioni correlate a Leonardo, come le sue opere d'arte famose, le date chiave della sua vita, e così via. Queste informazioni appaiono spesso come un riquadro di informazioni sul lato destro dei risultati di ricerca di Google.

Il Knowledge Graph gioca anche un ruolo chiave nell'alimentare le risposte vocali nelle ricerche per assistenti vocali come Google Assistant.

Non esitare a contattarci se hai bisogno di un preventivo per una Consulenza sul Web Marketing.

Permettici un piccolo momento di auto promozione: se ancora non l’hai fatto, ti consigliamo la lettura del nostro articolo su come creare delle mappe concettuali. Siamo sicuri che potrà aiutarti a programmare ed organizzare al meglio le tue azioni SEO e Web Marketing.

L'evoluzione: si parte dal biglietto da visita

Il Knowledge Graph di Google è stato introdotto per la prima volta nel 2012. Questa innovazione ha rappresentato un cambiamento significativo nel modo in cui Google interpreta le ricerche degli utenti. Invece di basarsi esclusivamente su parole chiave, Google ha iniziato a comprendere il significato dietro le parole, i concetti e le relazioni tra loro.

Prima fase - Introduzione (2012): Il Knowledge Graph è stato lanciato con il fine di costruire un gigantesco database di informazioni. Google ha iniziato a mappare le relazioni tra persone, posti, cose e fatti nel mondo. Le informazioni visualizzate nei riquadri di ricerca provenivano da fonti affidabili e verificate.

Seconda fase - Espansione e perfezionamento (2013-2016): Google ha continuato a perfezionare e espandere il suo Knowledge Graph. L'azienda ha migliorato la sua capacità di comprendere il contesto e l'intenzione dietro le ricerche degli utenti, e ha lavorato per fornire risposte sempre più accurate e pertinenti.

Terza fase - personalizzazione e integrazione di AI (2016-oggi): Negli anni successivi, Google ha iniziato a personalizzare i risultati del Knowledge Graph in base alle ricerche precedenti degli utenti, alla loro posizione e ad altri fattori. Nel frattempo, Google ha integrato la sua tecnologia di intelligenza artificiale e apprendimento automatico, come RankBrain e BERT, per migliorare ulteriormente la comprensione del linguaggio naturale e la pertinenza dei risultati del Knowledge Graph.

Ricorda che se vuoi chiamarci anche subito per programmare con i nostri esperti delle campagne di advertising per la tua attività.

La Semantica e il topic modeling nel Knowledge Graph

La semantica e il topic modeling sono due componenti fondamentali del funzionamento del Knowledge Graph di Google.

Semantica: La semantica riguarda il significato dietro le parole e le frasi. Google utilizza la semantica per comprendere non solo le parole chiave individuali, ma il contesto e il significato complessivo dietro le query di ricerca. Questo consente al motore di ricerca di fornire risultati più precisi e pertinenti.

Ad esempio, se cerchi "Apple", intendi l'azienda tecnologica o il frutto? La semantica aiuta Google a comprendere queste distinzioni basandosi sul contesto della tua query.

Il Knowledge Graph utilizza la semantica per creare connessioni tra entità diverse. Ad esempio, può capire che "Leonardo da Vinci" è collegato a "Monna Lisa", "Rinascimento" e "Italia", e può usare queste connessioni per fornire risultati di ricerca più completi.

Topic Modeling: Il topic modeling è un tipo di analisi statistica che aiuta Google a raggruppare le parole e le frasi in argomenti o temi correlati. Questo consente a Google di capire meglio di cosa parla un determinato contenuto e come si collega ad altri contenuti.

Per esempio, se una pagina web parla di "mela", "torta" e "forno", il topic modeling può aiutare Google a capire che la pagina è probabilmente relativa alla cucina o alle ricette.

Nel contesto del Knowledge Graph, il topic modeling può aiutare a creare connessioni tra diverse entità e informazioni. Ad esempio, può capire che una pagina web su "Steve Jobs" è strettamente correlata a "Apple Inc.", anche se "Apple Inc." non viene menzionata esplicitamente.

Insieme, la semantica e il topic modeling aiutano Google a capire il web in modo più simile a come lo capiscono gli esseri umani, consentendo al motore di ricerca di fornire risultati di ricerca più precisi e pertinenti.

Chiama l'800 119 270 o scrivici per un preventivo

Formula del consenso

L’interessato autorizza al trattamento dei propri dati personali (Informativa Privacy ex art. 13 Reg. (UE) 2016/679; clicca qui per sapere come gestiamo Privacy e Cookie)

Cosa si intende per “Rivendicare il tuo riquadro informazioni nel Knowledge Graph”?

Rivendicare il tuo riquadro informazioni nel Knowledge Graph di Google significa essenzialmente prendere il controllo e gestire le informazioni che vengono visualizzate su di te o sulla tua azienda nei risultati di ricerca di Google.

Quando cerchi un'azienda, una personalità pubblica, un luogo, un evento o un'opera d'arte su Google, spesso vedrai un riquadro sul lato destro dei risultati di ricerca che offre un riassunto delle informazioni più pertinenti. Questo riquadro è alimentato dal Knowledge Graph di Google.

Rivendicare il tuo riquadro informazioni ti dà più controllo su quali informazioni vengono visualizzate lì. Questo può essere particolarmente utile per le aziende e le personalità pubbliche, perché consente loro di garantire che le informazioni che vengono visualizzate siano accurate, aggiornate e presentate in modo che rispecchi il loro marchio o la loro immagine pubblica.

Per rivendicare il tuo riquadro informazioni, devi passare attraverso un processo di verifica con Google. Questo può includere la creazione o l'aggiornamento del tuo profilo Google My Business, la conferma che sei l'entità legittima che rappresenti e l'aggiunta o l'aggiornamento delle informazioni che desideri vengano visualizzate nel riquadro.

I passaggi per rivendicare il tuo riquadro informazioni

  1. Creare o aggiornare il tuo profilo Google My Business: Google My Business è un servizio gratuito che ti consente di gestire le informazioni che Google visualizza su di te o sulla tua azienda. Se non hai ancora un profilo, dovrai crearne uno. Se ne hai già uno, assicurati che tutte le informazioni siano aggiornate e accurate.
  2. Verifica con Google: Una volta che hai creato o aggiornato il tuo profilo Google My Business, devi confermare con Google che sei l'entità legittima che rappresenti. Questo può richiedere di fornire documentazione o di passare attraverso un processo di verifica.
  3. Aggiorna le tue informazioni: Una volta che sei stato verificato, puoi aggiungere o aggiornare le informazioni che desideri vengano visualizzate nel tuo riquadro informazioni. Questo può includere dettagli come la tua posizione, orario di apertura, contatti, ecc.
  4. Mantieni aggiornate le tue informazioni: Dopo aver rivendicato il tuo riquadro informazioni, è importante mantenerlo aggiornato. Se le tue informazioni cambiano, assicurati di aggiornare il tuo profilo Google My Business di conseguenza.

Benefici di possedere un riquadro informazioni:

  1. Visibilità migliorata: Il riquadro informazioni appare spesso all'inizio dei risultati di ricerca, rendendolo altamente visibile per gli utenti.
  2. Controllo delle informazioni: Rivendicando il tuo riquadro informazioni, hai il controllo sulle informazioni che vengono visualizzate su di te o sulla tua azienda su Google.
  3. Credibilità: Un riquadro informazioni può aumentare la tua credibilità mostrando che Google riconosce te o la tua azienda come entità legittima.
  4. Miglioramento dell'esperienza dell'utente: Fornendo informazioni accurate e aggiornate, puoi migliorare l'esperienza degli utenti che cercano te o la tua azienda su Google.
  5. Potenziale incremento del traffico web: Con informazioni più visibili e accurate, gli utenti potrebbero essere più propensi a cliccare sul tuo sito web, potenzialmente aumentando il traffico e le conversioni.

Strategie efficaci per sfruttare il riquadro informazioni a fini SEO

Il riquadro informazioni è un prezioso strumento SEO che può aiutare a migliorare la visibilità online, l'autorità del marchio e l'engagement dell'utente. Ecco alcune strategie efficaci per sfruttare il riquadro informazioni a fini SEO:

  1. Ottimizzare le informazioni del Google My Business: Assicurati che tutte le informazioni nel tuo profilo Google My Business siano accurate e aggiornate. Questo include il nome della tua azienda, l'indirizzo, il numero di telefono, l'orario di apertura, il sito web e altre informazioni pertinenti.
  2. Aggiungere contenuti multimediali: Google My Business ti consente di aggiungere foto e video al tuo profilo. Questo non solo rende il tuo riquadro informazioni più attraente, ma può anche aiutare a mostrare i tuoi prodotti o servizi e a coinvolgere gli utenti.
  3. Raccogliere recensioni: Le recensioni dei clienti possono apparire nel tuo riquadro informazioni e possono influenzare fortemente le decisioni di acquisto degli utenti. Incentiva i clienti a lasciare recensioni e rispondi a tutte le recensioni in modo professionale.
  4. Utilizzare i post di Google My Business: Google My Business ti permette di creare post che appaiono nel tuo riquadro informazioni. Puoi utilizzare questi post per condividere notizie, eventi, offerte speciali e altri contenuti rilevanti.
  5. Ottimizzare per la ricerca vocale: Con l'aumento della ricerca vocale, è importante assicurarsi che le informazioni nel tuo riquadro informazioni siano ottimizzate per questa tendenza. Questo potrebbe includere l'uso di un linguaggio più naturale e conversazionale nel tuo contenuto.
  6. Monitorare le statistiche: Google My Business fornisce una serie di statistiche che possono aiutarti a capire come gli utenti interagiscono con il tuo riquadro informazioni. Utilizza queste informazioni per ottimizzare ulteriormente il tuo profilo e le tue strategie SEO. Da sottolineare che se ti occorresse un preventivo per il servizio di posizionamento SEO, non esitare a contattarci al numero verde che trovi sulla destra.

In che relazione si pongono il Knowledge Graph e Schema.org?

Il Knowledge Graph di Google e Schema.org sono strettamente correlati nel campo della semantica web e nella comprensione e rappresentazione delle informazioni su Internet. Ecco come si relazionano:

Knowledge Graph:

  1. Cos'è: Il Knowledge Graph è una base di conoscenza utilizzata da Google per migliorare i suoi risultati di ricerca con informazioni semantiche da fonti diverse. Consente a Google di comprendere il significato e le relazioni tra diversi concetti, luoghi, persone e cose.
  2. Funzione: Quando effettui una ricerca su Google, il Knowledge Graph aiuta a fornire risultati più pertinenti e dettagliati. Puoi vederlo in azione quando appare un riquadro o una "card" sulla destra dei risultati di ricerca con informazioni dettagliate su un argomento specifico, come un personaggio famoso, un luogo o un concetto.

Schema.org:

  1. Cos'è: Schema.org è un'iniziativa comune di vari motori di ricerca, tra cui Google, Bing, Yahoo! e Yandex, per creare un insieme di tipi di dati comuni e di vocabolari che i webmaster possono utilizzare per marcatura strutturata sui loro siti web.
  2. Funzione: Utilizzando Schema.org, i proprietari di siti web possono dare ai motori di ricerca informazioni dettagliate sui contenuti delle loro pagine, come articoli, eventi, prodotti e altro ancora. Questo rende più facile per i motori di ricerca capire il contenuto di una pagina e quindi fornire risultati di ricerca più pertinenti.

Relazione tra Knowledge Graph e Schema.org:

  • Alimentazione del Knowledge Graph: Quando i siti web utilizzano marcature Schema.org, forniscono informazioni strutturate che Google può utilizzare per arricchire il suo Knowledge Graph. Ciò significa che utilizzando Schema.org, i webmaster possono potenzialmente influenzare e migliorare la visibilità e la rappresentazione dei loro contenuti nel Knowledge Graph di Google.
  • Comprensione Semantica: Entrambi, il Knowledge Graph e Schema.org, sono parte dell'evoluzione di Google e di altri motori di ricerca verso una comprensione semantica del web. Mentre il Knowledge Graph cerca di comprendere le relazioni tra diverse entità, Schema.org fornisce gli strumenti per i siti web per comunicare chiaramente queste relazioni ai motori di ricerca.

In sintesi, mentre il Knowledge Graph è la rappresentazione di Google delle informazioni e delle loro interconnessioni, Schema.org fornisce un linguaggio comune che i siti web possono utilizzare per alimentare e arricchire questa rappresentazione. Utilizzando Schema.org, i siti possono avere un ruolo attivo nella definizione di come vengono compresi e rappresentati nel Knowledge Graph e in altri prodotti di ricerca di Google.

Accedo alle informazioni del Knowledge Graph da Search console?

No, non puoi accedere direttamente alle informazioni del Knowledge Graph di Google tramite Google Search Console. Questi due strumenti hanno scopi e funzionalità differenti.

Google Search Console

  • Finalità: Fornisce dati e analisi sul rendimento del tuo sito web nei risultati di ricerca di Google.
  • Funzionalità: Monitoraggio delle prestazioni di ricerca, segnalazione di errori di indicizzazione, visualizzazione dei backlink, testare e migliorare l'usabilità mobile, ecc.
  • Orientato al Sito Web: Concentrato principalmente sul monitoraggio e miglioramento della visibilità e della performance del tuo sito web nei risultati di ricerca organica.

Google Knowledge Graph

  • Finalità: È un sistema che Google utilizza per migliorare i suoi risultati di ricerca con informazioni semantico-ricerche, combinando contenuti provenienti da diverse fonti.
  • Funzionalità: Fornisce informazioni arricchite, come schede informative, snippet in primo piano, risposte dirette, ecc., per determinate query di ricerca.
  • Orientato all'Informazione: Mirato a fornire agli utenti risposte concise e accurate, estrapolando dati da fonti affidabili.

Se desideri influenzare le informazioni che appaiono nel Knowledge Graph per una determinata entità (come un'azienda, un marchio, una persona famosa), dovresti concentrarti su strategie SEO esterne, come la creazione di un profilo Google My Business per le aziende locali, garantire la presenza su Wikipedia (se appropriato), e assicurarti che le informazioni siano coerenti e aggiornate su vari siti web e piattaforme. Tuttavia, non esiste un modo diretto per "modificare" o accedere al Knowledge Graph tramite Google Search Console.

In che relazione si pongono il Knowledge Graph e i Rich Snippets?

Il Knowledge Graph e i Rich Snippets sono due funzionalità di Google che consentono di migliorare l'esperienza di ricerca degli utenti.

Il Knowledge Graph è un database di informazioni strutturate su persone, luoghi, cose e concetti. Queste informazioni vengono utilizzate per fornire risultati di ricerca più pertinenti e informativi. Ad esempio, se si esegue una ricerca su "Stati Uniti", il Knowledge Graph può essere utilizzato per visualizzare informazioni come la capitale, la popolazione e la bandiera.

I Rich Snippets sono frammenti di codice che possono essere aggiunti alle pagine web per visualizzare informazioni aggiuntive nei risultati di ricerca. Ad esempio, un Rich Snippet può essere utilizzato per visualizzare una valutazione di un prodotto, l'ora di apertura di un negozio o la data di rilascio di un film.

Sono dunque due funzionalità complementari. Il Knowledge Graph fornisce le informazioni necessarie per creare Rich Snippets informativi e pertinenti. Ad esempio, se si desidera aggiungere un Rich Snippet con la valutazione di un prodotto, è necessario utilizzare le informazioni sul prodotto disponibili nel Knowledge Graph.

Ecco alcuni esempi di come possono essere utilizzati insieme:

  • Un negozio online può utilizzare il Knowledge Graph per visualizzare le recensioni dei clienti nei risultati di ricerca.
  • Un sito web di notizie può utilizzare il Knowledge Graph per visualizzare le informazioni biografiche degli autori nei risultati di ricerca.
  • Un sito web di eventi può utilizzare il Knowledge Graph per visualizzare le date e gli orari dei prossimi eventi nei risultati di ricerca.

Attraverso l'utilizzo di queste funzionalità, Google sta lavorando per rendere i risultati di ricerca più informativi e utili per gli utenti.

Il nostro articolo termina qui; speriamo dunque che ti abbia appassionato e che ti possa servire nel quotidiano per il tuo lavoro. Se lo vorrai, potrai contattarci per qualsiasi operazione riguardi la Realizzazione di siti web e/o la consultazione dei nostri Esperti SEO.

FAQ

Quanto spesso il crawler di Google effettua la scansione?

La frequenza di scansione varia a seconda dei siti. Infatti, c’è una funzione che permette a Googlebot di separare gli indici in sezioni, una di queste è la sezione “daily or fresh” in cui si sottopongono a scansione tutti i siti che si aggiornano frequentemente come quelli delle news o di uno shop online, mentre per i siti per esempio dei musei o che non vengono aggiornati frequentemente se non per mostre temporanee, la scansione è più diluita nel tempo. Mentre se i googlebot si accorgono di un sito “superspam” smettono di scansionarlo.

Come capire se il mio sito è visitato da Googlebot?

Il passaggio dei bot di Google lascia tracce visibili nei log referrer (visibili sul desk gestionale del sito).

È possibile bloccare l’accesso ai bot di Google?

È possibile disattivare la scansione di Googlebot, senza ripercussione sull’indicizzazione o il ranking, indicando al server che ospita il sito di rispondere alle visite dei bot di Google con un codice di stato HTTP421 o anche inviare un messaggio al team di Googlebot di bloccare le visite. In questi casi, Googlebot può eseguire la scansione del sito limitatamente ai primi 15 MB dei contenuti di un file HTML al solo scopo di indicizzazione. Il limite non si applica a immagini e video

Qual è il motore di ricerca più usato?

Google è usato dal 91,88% della popolazione mondiale. La restante porzione è distribuita tra BING (3,19%) il motore di ricerca di proprietà Microsoft nato nel 2009, Yandex (1,52%) il motore di ricerca più utilizzato in Russia, Yahoo! (1,33%), Baidu (0,76%) il più popolare in Cina.

Cos’è Baidu?

Baidu è il motore di ricerca più usato in Cina, da oltre 1 miliardo di persone e a parte Google, dopo Bing e Yandex è considerato il terzo motore di ricerca più usato nel mondo, superando spesso Yahoo!.

 

Autore: Enrico Mainero

Immagine di Enrico Mainero

Dal 2011 Direttore Responsabile e Amministratore unico di ElaMedia Group SRLS. Mi dedico prevalentemente all'analisi dei siti web e alla loro ottimizzazione SEO, con particolare attenzione allo studio della semantica e al loro posizionamento organico sui motori di ricerca. Sono il principale curatore dei contenuti di questo Blog (assieme alla Redazione di ElaMedia).