Chi intraprende a scrivere articoli per un blog personale o aziendale dovrà fare i conti con non pochi problemi. Poco traffico, pochi commenti e poche condivisioni sono in agguato e minano i buoni propositi. Ma muovere i primi passi in questo mondo vuol dire, in più, sciogliere dubbi che sembrano insormontabili per chi ha poca esperienza.

Per esempio, che differenza c’è fra il tag title, H1 o H2? Tali elementi si susseguono nella pagina web, come meteore all’editor di WordPress. Una piattaforma molto lineare che ha bisogno comunque di competenze per poter esprimere il massimo e avere dei contenuti per la strategia di inbound marketing.

Sotto questi auspici, il SEO copywriting attira l’attenzione dei blogger. Non si discute di ripetere la keyword nel testo, la pratica ha compiuto vari danni, ma inserire i contenuti adeguati nei punti più salienti. Punti come il tag title e/o i vari titoli da H1 a H6.

Tag title

Il primo punto di cui bisogna argomentare è il tag title, cioè uno degli elementi più determinanti per l’ottimizzazione on page degli articoli. Il suo compito è limpido: trasmettere a Google il topic di una pagina. Vuoi posizionarti per una query? Qui devi inserire le keyword più importanti, senza tralasciare l’aspetto umano.

Il tag title è aggiunto nelle serp e, con le meta description, diventa un passaggio critico per far crescere i click al sito. In altre parole, il tag title è decisivo per l’ottimizzazione SEO ma non viene mostrato nell’articolo. 

L’H1 è il titolo che vedi quando giungi sull’articolo, è la famigerata headline che cattura lo sguardo quando sfogli la pagina principale e che attira la tua attenzione. Questo elemento è parte dei tag header: hanno la funzione di definire il testo che pubblichi nei post in paragrafi con titoli e sottotitoli.

Mentre il tag title è riservato ai motori di ricerca – appare solo nella serp e nella linguetta del browser – l’H1 ha un ruolo definito: si rivolge all’occhio umano. Può essere più esteso, può fornire soluzioni differenti rispetto alle quasi 60 battute del titolo SEO. E forse un po d’attenzione in più all’aspetto persuasivo.

Come e perché differenziare H1 e tag title

WordPress produce in automatico il tag title quando aggiungi il titolo (ovvero l’H1). Questa soluzione può risultare svantaggiosa in qualche situazione. Per esempio quando intendi imprimere maggiore importanza a una keyword nel tag title posizionandola all’inizio della stringa (Google compie questa differenza), o quando l’headline è troppo estesa e si corre il rischio di essere estromessa dallo snippet. In tali casi puoi produrre un’alternativa tra tag title e H1. Come arrivare a tale risultato? Quale strada battere? Il metodo più facile: installare un plugin come WordPress SEO by Yoast. Questa estensione consente di lavorare su tag title e meta description con un cruscotto facile e intuitivo: serve solamente un click per cambiare questi elementi e creare un tag title differente dallH1, cioè il titolo che si può vedere nella pagina principale.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è che WordPress SEO by Yoast può cambiare il titolo che usi nell’anteprima dei link su Facebook, Twitter e Google Plus. 

H2, H3 e altri header

L’H1 è solamente il primo degli header, per definire i documenti hai a disposizione 6 varianti dal primo al sesto titolo. L’H1 introduce e apre l’articolo: solitamente ne appare uno per pagina e indica l’elemento più determinante. Un po’ come fa il titolo di un libro. Successivamente arrivano gli H2, che restando nella metafora cartacea, appaiono come capitoli. Permettono a chi legge di capire quali sono gli argomenti discussi in un preciso articolo e introducono precise sezioni del post. Nel tag H2 si è soliti inserire il testo parlante, in grado di descrivere i passaggi affrontati in questa sezione. Regola numero uno: rimanere sempre fedeli all’ordine gerarchico.

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