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In un mondo dove la tecnologia e lo sviluppo scientifico rincorrono l’uomo giorno dopo giorno un’attenta valutazione va fatta intorno al mondo del web, ai suoi misteri, alle sue funzionalità ma soprattutto alle sue potenzialità.

Quando parliamo di potenzialità, ovviamente, parliamo non solo dei servizi che lo stesso internet ci può dare ma anche e soprattutto a come riuscire sfruttarlo adeguatamente. Ed in questo spazio negli ultimi anni si è fatto sempre più spazio il famigerato SEO ovvero quel sistema di ricerca tanto elaborato quanto complicato che permette ad un comunissimo sito internet di ottenere quante più visualizzazioni: ma come funziona tutto ciò? Come è possibili che due siti che trattino lo stesso argomento abbiano differenze abissali in termini di visualizzazioni, e quindi, di guadagno? La spiegazione, nel dettaglio, potrebbe essere troppo complicata da spiegare ipso facto ci limiteremo a spiegare tutto ciò che comporta la cosiddetta keyword density.

Cosa è la keyword density

Con il termine inglese keyword density non si fa altro che intendere il numero di volte, all’interno di un testo più o meno lungo, che una determinata parola viene ripetuta. A questo punto in molti staranno pensando ‘se scrivo più spesso una determinata keyword ci sono più possibilità che scalo le classifiche nei vari motori di ricerca’: il ragionamento di per sé non è sbagliato ma bisogna fare alcune attente valutazioni del caso.

D’impeto anche noi vi confermiamo che maggiore è presente quella parola in un documento e più facile sarà l’individuazione del link al fine di ottenere un’ulteriore visita. A tal proposito esiste una formula che permette di identificare la presenza della KDI all’interno di un documento (TFI) mediante una divisione effettuata sul numero delle parole inserite all’interno del documento stesso (WCI).

Se decidiamo di ripetere una parola 8 volte su di un piccolo documento di appena 100 parole otterremo una percentuale dell’8%. In altre parole 8/100= 0.08 con una keyword density quindi dell’ otto percento.

Continuando a ragionare su questa lunghezza d’onda allora diviene lineare e quindi conseguenziale il ragionamento secondo il quale più ripetiamo la keyword e meglio sarà. Errore più grande, però, non può esservi.

Ad ogni lettore del web, infatti, sarà capitato almeno una volta di entrare in uno stato di frustrazione perché il testo dopo un paio di righe annoia fino convincerci di non leggerlo più. Questo perché succede? Perché nove volte su dieci il discorso incappa sempre nello stesso andirivieni, si ripetono sempre le stesse cose e non si centra mai il nocciolo della questione: in altre parole perdiamo semplicemente del tempo a leggere una cosa che è stata scritta in cento modi differenti.

Questi, e molti non lo sanno, sono fattori di rischio assolutamente rilevanti perché al fine di ottenere un’ottima valutazione nella scala gerarchica dei motori di ricerca non basta solamente ripetere una parola fino allo strenuo. Cosa significa?

Il rischio più grande

Come anticipato il problema della keyword stuffing è il più vasto tra coloro che si ostentano esperti del mondo del web. Quando vengono stilate le cosiddette classifiche all’interno dei motori di ricerca sono innumerevoli le valutazioni che vengono fatte: non viene minimamente tenuta in considerazione la sola keyword density ma esistono tantissime altre variabili che permettono ad una pagina di essere più visualizzata delle altre. Un esempio? Il tempo trascorso all’interno di una pagina è sicuramente uno dei fattori determinanti: se un sito web ottiene una media di due minuti per visualizzazione di pagina e uno ne ottiene poco meno di uno, secondo voi, nei motori di ricerca quale troviamo posto prima? E allo stesso tempo quali sono stati i fattori che hanno scaturito interesse nel primo caso e non nel secondo?

Queste sono tutte variabili che spesso e volentieri sfuggono a presunti esperti SEO che si immedesimano in un compito che probabilmente esula dalle proprie competenze. Il mondo del web, o per meglio dire la sua struttura, è molto più complicata rispetto a quanto si possa pensare. Va bene la buona volontà ma se si vuol sfondare in questo campo ci vuole ben altro. Esperienza e conoscenze in primis.

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