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Le tecniche per portare una pagina web in prima posizione sui motori di ricerca, sono molte ed ogni professionista ha una serie di attività che ritiene funzionare e che, in maniera diversa, utilizza per questo scopo. Alcuni strumenti si rilevano sicuramente più efficaci di altri e, soprattutto, alcuni sono assolutamente consentiti e normali, mentre altri possono essere, se non vietati da Google, al limite del consentito.

Queste tecniche, che si sono sviluppate per ottenere risultati in maniera più immediata e veloce sono definite di Black Hat SEO. 

Una delle tecniche di maggior successo, soprattutto alcuni anni fa c’è il cosiddetto article spinning.

Si tratta di una tecnica che permette di creare in brevissimo tempo, centinaia di contenuti da inserire nei nostri siti o da diffondere nel web, senza ricorrere a contenuti duplicati grazie alla variazione di alcune parti di testo, che vengono sostituite da sinonimi o da un’alternativa.

Questo “trucco” permette di aggirare la penalizzazione di Google relativa ai contenuti duplicati ed avere a disposizione contenuti, sicuramente non di qualità ma di quantità, per cercare di scalare la SERP (Search Engine Results Page) in maniera non naturale ma veloce.

Possiamo ad esempio creare un network di siti dall’argomento simile ed utilizzare un solo contenuto originale per tutti i siti, perché grazie allo “spin” del testo avremo delle copie con termini diversi.

Naturalmente Google con le sue modifiche e gli update che rilascia per il motore di ricerca, cerca sempre di migliorarsi e penalizzare i siti che lo praticano, ma se utilizzato in maniera intelligente, c’è ancora la possibilità di avere qualche buon risultato.

Inoltre, possiamo utilizzare questa tecnica su siti “test”, così appunto da testare la capacità dell’azienda di Mountain View di intervenire o capire quale nicchia è più “controllata” di altre.

Gli svantaggi dell’article spinning

Trattandosi di una Black Hat SEO, questa tecnica di creazione di contenuti ha alcuni svantaggi dovuti dalla innaturalezza con cui vengono creati i testi:

  • Pochi spinner tool funzionanti con l’italiano: Manca appunto uno sviluppo serio di tool automatizzati che utilizzino la lingua italiana. Questo perché, naturalmente, la lingua più utilizzata nel web è l’inglese, per cui sarà più facile trovare software che funzionino con testi in questa lingua;
  • Google ha imparato a riconoscerli più facilmente: come già detto da un p’ di tempo Google ha migliorato la sua interpretazione degli articoli spinnati e penalizza i siti che li utilizzano.
  • Presentano errori grammaticali: un testo creato da una macchina artificiale avrà sempre qualche problema. Spesso ci troveremo di fronte spinner di testo con grossolani errori grammaticali e siano quindi costretti a revisionare ogni singolo contenuto.
  • Non teniamo conto dei bisogni dell’utente: si tratta di testi scritti più per visibilità e per inserirli in progetti un po’ poco chiari, senza tenere conto della loro vera utilità.

I Maggiori strumenti per la creazione di spinner di testo

Nonostante, come abbiamo già detto, le poche soluzioni per la lingua italiana, ecco un piccolo elenco di alcuni strumenti utili per realizzare spinner di testo:

  • Worpress AutoSpinner: plugin di Wordpress che permette di creare testi spinnati direttamente dalla piattaforma, in modo da modificarli e pubblicarli immediatamente. Alla possibilità di inserire nuovi termini nel vocabolario della lingua utilizzata;
  • Chimp Rewriter: tool un pochino più complesso, utilizzato soprattutto per una scrittura un pochino più avanzata. Il sito prevede 14 giorni di trial per poi diventare a pagamento;
  • Pigreco Lab: software semplice ed intuitivo. Potrebbe sembrare un po’ scarno al primo impatto, ma fa esattamente quello per cui è ideato. Inseriamo un testo con le varie alternative tra parentesi quadre e ci darà tutte le variabili che chiediamo.

SpinnerChief: Uno dei più utilizzati. Supporta la lingua italiana ed ha molte opzioni, con un'unica pecca: è a pagamento.

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