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Il 5 maggio, un'email anonima ha sconvolto il mondo del SEO. Il mittente, che ha richiesto di rimanere anonimo, ha dichiarato di avere accesso a una vasta quantità di documenti API trapelati dalla divisione Search di Google, autenticati da ex dipendenti di Google. Questi documenti rivelano pratiche interne di Google che contraddicono le dichiarazioni pubbliche dell'azienda.

Le Rivelazioni Principali

Utilizzo dei Dati di Clickstream

Nei primi anni, il team di Google riconobbe la necessità di avere dati completi sui click degli utenti per migliorare la qualità dei risultati di ricerca. Un sistema chiamato "NavBoost" raccoglieva dati dai toolbar di Pagerank di Google e fu uno dei motivi principali per la creazione del browser Chrome nel 2008.

NavBoost e Click Spam

NavBoost utilizza dati sui click, inclusi la durata dei click e la cronologia dei cookie, per combattere lo spam di click sia manuale che automatizzato. Questo sistema valuta anche l'intento degli utenti, influenzando le caratteristiche video o immagine per determinate query.

Valutazione della Qualità del Sito

I dati di NavBoost vengono utilizzati per valutare la qualità complessiva di un sito vetrina o ecommerce, un processo che potrebbe essere correlato a quello che gli esperti SEO chiamano "Panda". Questo può portare a un aumento o una penalizzazione nei risultati di ricerca.

Penalizzazioni e Segnali di Spam

Fattori come penalizzazioni per domini che corrispondono esattamente a query non brandizzate e segnali di spam vengono considerati nel processo di valutazione della qualità.

Dati Geolocalizzati

NavBoost segmenta i dati dei click per paese, stato/provincia e uso mobile versus desktop. Tuttavia, se Google non dispone di dati sufficienti per determinate regioni, potrebbe applicare il processo universalmente ai risultati delle query.

Liste Bianche

Durante la pandemia di Covid-19 e le elezioni democratiche, Google ha impiegato liste bianche per i siti che dovrebbero apparire in alto nei risultati per informazioni relative a Covid e elezioni.

Cos'è NavBoost?

NavBoost è un sistema avanzato sviluppato da Google per migliorare la qualità dei risultati di ricerca attraverso l'analisi dei dati di navigazione degli utenti. Il sistema raccoglie e utilizza vari tipi di dati sui click degli utenti per valutare e ottimizzare i risultati di ricerca. Ecco alcuni punti chiave su NavBoost:

  1. Origini e Scopo:
  • NavBoost è stato inizialmente creato utilizzando i dati raccolti dalla Google Toolbar e successivamente potenziato con il lancio del browser Chrome nel 2008.
  • L'obiettivo principale era ottenere una visione completa del clickstream degli utenti (ogni URL visitato) per migliorare la pertinenza e la qualità dei risultati di ricerca di Google.
  • Funzionalità Principali:
    • Analisi dei Click: NavBoost monitora il numero di ricerche per una determinata keyword, il numero di click sui risultati di ricerca e la durata di tali click (differenziando tra "click lunghi" e "click brevi"). Questi dati aiutano a identificare la domanda di ricerca emergente e a valutare la soddisfazione degli utenti.
    • Cookie e Dati di Accesso: Utilizza la cronologia dei cookie e i dati degli utenti loggati su Chrome per identificare e contrastare lo spam di click, sia manuale che automatizzato.
    • Valutazione dell'Intento Utente: Assegna punteggi alle query basati sull'intento dell'utente. Ad esempio, se una query genera un certo livello di attenzione e click su video o immagini, NavBoost potrebbe attivare funzionalità specifiche per video o immagini per quella query e query correlate.
  • Valutazione della Qualità del Sito:
    • NavBoost utilizza i dati raccolti per valutare la qualità complessiva di un sito web. Questa valutazione può portare a miglioramenti o penalizzazioni nei risultati di ricerca, simili a quanto accade con l'Algoritmo Panda di Google.
    • Il sistema tiene conto di vari fattori, tra cui penalizzazioni per domini che esattamente corrispondono a query non brandizzate e segnali di spam.
  • Geolocalizzazione dei Dati:
    • NavBoost segmenta i dati dei click per regione geografica (paese e stato/provincia) e per tipo di dispositivo (mobile vs desktop). In assenza di dati sufficienti per determinate regioni o agenti utente, Google può applicare il processo di NavBoost in modo universale ai risultati delle query.

    Implicazioni di NavBoost

    NavBoost rappresenta un sistema cruciale per comprendere come Google utilizza i dati di navigazione per migliorare i risultati di ricerca. Questa sofisticata analisi dei dati permette a Google di affinare continuamente la pertinenza e la qualità dei risultati mostrati agli utenti, tenendo conto di vari segnali di click e interazione.

    Verifica dell'Autenticità

    Rand Fishkin ha verificato l'autenticità dei documenti con l'aiuto di ex dipendenti di Google e di esperti del settore, come Mike King di iPullRank. I documenti trapelati sembrano legittimi e forniscono dettagli straordinari sui dati raccolti da Google.

    Implicazioni per il Settore SEO

    Questa fuga di notizie potrebbe avere implicazioni profonde per il settore SEO. Le pratiche di Google, spesso smentite pubblicamente, sembrano invece essere confermate dai documenti trapelati. Ciò include l'uso dei dati di click e la valutazione della qualità del sito attraverso sistemi interni sofisticati come NavBoost.

    Conclusione

    Questa rivelazione rappresenta uno dei più grandi leak mai registrati nella storia della divisione Search di Google. Le implicazioni sono immense, non solo per il settore SEO, ma anche per la trasparenza e la responsabilità di Google come entità dominante nel mondo della ricerca online.

    L'articolo completo, con ulteriori dettagli e analisi, sarà presentato da Mike King durante SparkTogether 2024 a Seattle, l'8 ottobre.

    Nota: Questo riepilogo riflette solo una parte delle informazioni contenute nei documenti trapelati. Invitiamo gli esperti del settore a esaminare il leak e a condividere ulteriori scoperte per contribuire a una maggiore comprensione delle operazioni interne di Google.

    Se vuoi sapere come diventare un nomade digitale, continua a seguire il nostro Blog.

    Autore: Enrico Mainero

    Immagine di Enrico Mainero

    Dal 2011 Direttore Responsabile e Amministratore unico di ElaMedia Group SRLS. Mi dedico prevalentemente all'analisi dei siti web e alla loro ottimizzazione SEO, con particolare attenzione allo studio della semantica e al loro posizionamento organico sui motori di ricerca. Sono il principale curatore dei contenuti di questo Blog (assieme alla Redazione di ElaMedia).

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